Esistono molti modi di mettere in comune “Communicare”, così dopo aver creato il nostro orticello di finte motivazioni per le quali tutto ciò che vomitiamo sui social ci pare sempre opportuno, smarchiamo il significante di ciò che mostriamo convincendo noi stessi e gli altri: “è solo un passatempo”. Da qui parte la mia osservazione sulle varie tipologie di utenza prevalentemente presenti su Instagram. Il sottoscritto rientra con orgoglio ormai nella categoria voyeur, la mia giustifica è quella lavorativa.

 

“E’ la comunicazione che crea quella che noi chiamiamo realtà” P.Watzlawick

Vengo letteralmente rapito dalla tipologia di utente che posta foto concettuali. Da questo mio punto di partenza elaboro un personalissimo vissuto che non ha alcuna pretesa sociologica o antropologica: un passatempo…

Costruire sapientemente la location prima dello scatto, utilizzare neologismi coniati ad hoc e postati come didascalie, il più delle volte il lessico è minimale. L’homo concettual non vuole essere capito, anzi, il post DEVE essere un qualcosa di metafisico che i comuni mortali non potranno mai comprendere.

Il concettual chic, ha le stimmate del modaiolo ma non lo manifesta, ogni scatto è la Polaroid di una campagna pubblicitaria, meglio ancora del backstage… Ama la luce di Richardson e sotto la televisione ostenta una monografia di Avedon. Le candele le compra solo da Anthropologie perchè lui, il concettual, è troppo avanti.

Instagram per questi individui è una parete del Moma e se non metti like, sei tu che non capisci… Le fotografie sono talmente artefatte che non possono essere pubblicate quotidianamente, grazie a Dio esistono le stories… Qui il concettual chic è meno stressato dal concetto estetico quindi riesce ad essere naturale. Grazie alle storie, il concettual chic mostra il suo volto umano, però attenzione, necessita di sapere esattamente chi lo osserva. La vera interazione avviene proprio grazie alle stories  fugaci e mercuriali come l’essenza umana di chi le rappresenta. Le stories diventano il vero mezzo per agganciare il visitatore senza inquinare il bellissimo dipinto della tua bacheca, in questo ambito deciderai chi essere, come in “Cat Person“.

A questo punto vi domanderete: cazzo centrano le fake news? Beh, anche io avrò diritto di titolare su argomenti dibattuti ingannando voi, me e Google. Utopia della trasparenza… questo sarebbe stato un altro titolo papabile ma non è andata così.