Mia figlia, quella maggiore, ha 11 anni ed è in prima media; la vedo andare a scuola con una cartella che pesa mediamente dai cinque agli otto kili. Dopo circa due mesi di scuola mi pare di aver capito che l’impostazione è quella dei miei tempi e le materie  sono le stesse, fino a qui nulla di eclatante. Di iPad o eBook nemmeno l’ombra, solo qualche tragico DVD ROM allegato ai libri, questo è il massimo della modernità.

Le materie sono le stesse di una volta compresa – tenetevi forte – Educazione Tecnica (fate la ola). L’educazione alle tecniche, per carità, è importante ma nel libro di testo che ho avuto modo di visionare, non esiste un solo fottuto capitolo dedicato al web e ai social network!!! La scuola dell’obbligo dovrebbe dare le basi, la vedo come un buffet dove assaggi un po’ di tutto e capisci su che piatti orientarti. Compasso, righello, squadra educano a tecniche di 60 anni fa… sono piatti freddi, scaduti. La tecnica attuale è fatta di Photoshop, Illustrator, Power Point, Facebook, i social, etc. Alle medie bisognerebbe imparare  la netiquette, fare simulazioni sulle chat, insegnare ai nostri ragazzi a smarcare i raggiri, educare alla comunicazione costruttiva. Se arrivi alla maggiore età e non percepisci i social come strumenti che restituiscono al mondo l’dea di ciò che sei e non chi sei veramente o peggio, se nessuno ti ha mai detto che il tuo futuro datore di lavoro ti verificherà da un motore di ricerca, beh, avrai qualche problema.

Lasciamo i ragazzini liberi di pascolare sui social o sul web che diventa il marciapiede dei miei tempi, sul web non esiste un quartiere, il bullo non lo vedi, non sai come evitarlo. Ai miei tempi sapevamo bene chi evitare e la regola era una sola “non parlare con gli sconosciuti”. Ma cazzo, il web è fatto per conoscere lo sconosciuto! Nessuno ti educa o ti spiega come navigare in internet, nessuno ti spiega come utilizzare il web per apprendere, per fare ricerche, come relazionarti nel modo giusto.Pensavo che il processo di digitalizzazione del nostro Paese partisse dalla scuola: è partito! Non dalle classi, non dagli insegnanti ma dai registri elettronici, dalla parte amministrativa: la strada più facile.

Diego Piacentini, 55 anni, di cui 13 in Apple e 16 ad Amazon,nominato, il 29 Settembre del 2016, dal governo (Renzi) Commissario straordinario per il digitale è l’uomo che farebbe al caso nostro. Onestamente in un anno non ho visto ne sentito nulla. Tengo a precisare che per questo incarico Piacentini non percepisce nulla e questo gli fa onore ma non basta. Il nostro commissario per il digitale si relazionava con Steve Jobs è il numero due del più fruttuoso e grande ecommerce del mondo ma qui in Italia non è riuscito – almeno per ora – ad attivare processi rilevanti. Peccato…

Nel frattempo Sole prova a far cerchi perfetti con il compasso caricando le spalle quotidianamente di cinque o sei kili di cultura con fiammanti DVD… Chi le spiega che i Pc di ultima generazione non montano il lettore perchè sono circa dieci anni che parliamo di Cloud? Mr. Piacentini, credo ancora nella sua missione, mi ascolti, la carta di identità digitale è l’ultimo dei nostri problemi.