Viviamo in un mondo tecnocratico, dominato da quelle che un tempo venivano chiamate “macchine”. Pensateci bene, la nostra giornata si articola grazie a precise indicazioni derivanti da macchine più o meno complesse.

Oggi, senza grandi proclami, siamo immersi in una sorta di simbiosi uomo macchina. Come le macchine abbiamo bisogno di formule, abbiamo bisogno di razionalizzare tutto,  la nostra parte emotiva è tenuta in ostaggio dalla rigidità degli applicativi.

Scattiamo foto, inviamo mail, percorriamo strade con il Gps, abbiamo il meteo dei satelliti; tutto deve andare per il verso giusto e, come le macchine, non tolleriamo gli errori; diversamente andiamo in crash.

Assomigliamo sempre più ai cyborg: la chirurgia plastica, il fottuto fitness e le cazzo di teorie sul cibo. La vita degli umani si è allungata, ci anabolizziamo di finto benessere. Corriamo, corriamo e poi ancora corriamo e quale sarebbe la meta?

Abbiamo creato un Mondo a scale di numeri. Contiamo  soldi, like, kilometri, contiamo i giorni che ci mancano alla pensione, contiamo le persone agli eventi. e i followers. Tutto è “countable”… tutto  misurabile, tutto deve avere una spiegazione matematica. Oggi non esiste un posto al mondo dove perdersi, viviamo nell’era più sorvegliata della storia ma non riusciamo a prevenire il crimine, la povertà e le guerre. Ci siamo venduti la privacy, ci siamo fatti schedulare, siamo sempre reperibili a discapito del nostro tempo libero ma non è servito a nulla. Non ci siamo liberati dalle paure ancestrali.

Sono anni che sentiamo parlare di algoritmi ma non sappiamo nemmeno che cazzo siano…  ma guai quando arriva il guru di turno, tutti a pendere dalle sue labbra! “Stay foolish, stay hungry”…  Ci nutriamo di sintesi, foto, aforismi, titoli sensazionalistici che riportano ad articoli che non leggiamo. Trump, è diventato Presidente anche grazie a Twitter, una piattaforma che limita i concetti a riassunti di pochi caratteri… Questo dovrebbe farci pensare.

Belle parole, insomma ma: pochi fatti. Quante volte ho sentito questo mantra… Le parole sono belle quanto i fatti, senza le parole non ci sarebbe la poesia che per ora è l’unica materia che dribbla con grande dignità la macchina. L’essere umano si nutre di parole e lo spirito vive grazie a concetti astratti,  da sempre.

Questo è un fatto.

Insomma, le parole sono belle quanto i fatti. Senza le parole non esisterebbero fantasia, mito e  leggenda. Bramiamo un mondo che non deluda le nostre aspettative, ma in questo mondo anche Dio è in pericolo.