
Per fare comunicazione online, non possiamo e non dobbiamo prescindere dai contenuti: i motori di ricerca indicizzano solitamente le notizie più "fresche", quindi, nulla di ciò che produciamo è assoluto. Se agli albori del web era sufficiente creare un sito, oggi, non è più così; dobbiamo tener presente che il sito è solo un elemento del nostro ecosistema digitale. Per incominciare, bisognerebbe a pensare a tutti i social network come ad delle grandi opportunità di ascolto, sarà necessario dotarsi di un blog per approfondire gli argomenti: gli utenti ricercano informazioni su prodotti e servizi, quindi troveranno i nostri contenuti a questo punto, dovremo porci latre domande: come fare per agganciare, fidelizzare e vendere? Un passo alla volta. Per tenere aggiornato il nostro ecosistema digitale avremo bisogno di una risorsa o più risorse dedicate alla produzione dei contenuti online. Spesso si pensa che solo le grandi aziende (big spender) necessitino di un ecosistema digitale. Questo è un errore. Le statistiche dimostrano che le piccole e medie aziende che hanno saputo costruire delle community intorno al loro brand, hanno visto in generale un incremento delle vendite. Anche i grandi marchi puntano alla costruzione di brand community (coca cola, harley davidson, nike, etc) qui, il dialogo risulta piuttosto impersonale, in questi casi è infatti ragionevole puntare sulla dinamica utente-utenti, generando valore aggiunto dalla trasformazione del consumatore in prosumer. Tornando ai contenuti, si potrebbe azzardare una formula lineare di delivery settimanale per poter ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca e quindi agganciare un buon numero di nuovi utenti/ potenziali clienti. Diciamo che B è il nostro marchio e C è la community, D è la delivery. BCD= 1articolo blog + 3 post facebook + 6 tweet + 1 video Yt + 1 discussione intranet aziendale + 7 commenti su community e blog altrui ((buzz). Se teniamo costantemente monitorati gli accessi al nostro sito facendo un'analisi dei referreals, noteremo un incremento delle visite provenienti dal nostro ecositema digitale, inoltre, con l'azione di buzz, avremo l'opportunità di seminare un po di link che potranno favorire il nostro page rank e alimentare le discussioni. Piccola nota sul buzz. I commenti su post, forum e community altrui, vanno fatti solo ed eslcusivamente a ragion veduta, non dimentichiamo il senso e soprattutto non dimentichiamo che la nostra brand awareness cadrà a picco se decadiamo nello spamming. Le discussioni su intranet aziendale hanno più obiettivi: motivazione, spirito corporate, formazione. In realtà, non è necessario avere una intranet vera e propria, sarà sufficiente creare una lista di distribuzione mail sulle funzioni aziendali che più ci interessano (board, amministrazione, vendite, etc). Non spaventiamoci per la delivery sul nostro canale YT, infatti, qui sarà sufficiente "preferire" video altrui scegliendo contenuti particolari meglio se in linea con il nostro brand, gli utenti iscritti al canale riceveranno automaticamente una notifica via mail. Insomma il nostro marchio continuerà a ronzare nelle teste dei nostri prosumer, consumer o prospect. In definitiva potremmo dire che per costruire una brand community di successo non si potrà prescindere dai contenuti "freschi", costanza pazienza e continua ottimizzazione restituiranno i giusti rientri in termini di roi (risorse impiegate o agenzia partner) e brand awareness.